Tuesday, Jul. 23, 2019

IL “BACIAMANO” A SALVINI E’ FRUTTO DI UN MALATO RETAGGIO STORICO CHE CI CONDANNA A VITA!

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25 January 2019

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IL “BACIAMANO” A SALVINI E’ FRUTTO DI UN MALATO RETAGGIO STORICO CHE CI CONDANNA A VITA!

Da napoletano fino al midollo mi permetto di dire la mia sul baciamano che un “devoto suddito” di Afragola ha donato a Salvini, il potente di turno, che gli ha promesso il reddito di cittadinanza “per farlo mangiare”. Questa città che amo e che nel bene e nel male è stata la culla delle mie aspirazioni, dei miei sogni e delle mie delusioni; questa amata terra mia che rimane, nonostante i suoi irrisolvibili problemi e le difficoltà che la assillano, un capolavoro della natura con le sue incomparabili bellezze,  comunque lascia un segno indelebile nell’anima e nel cuore dei suoi visitatori. Rimane una città unica, irripetibile, magica, vergine e bagascia, gioiosa e piangente, ladra e benefattrice, vera essenza della contraddizione ma sempre con un grande cuore! E’ un dono del Signore fatto al mondo intero. Napoli non ti fa sentire mai solo, né depresso, né triste. Per un attimo immaginatevi un’Italia senza Napoli, sarebbe una Nazione “senza anima e senza luce”! Purtroppo, lo ribadisco, i problemi appaiono davvero  irrisolvibili. Non lo dico io, lo dicono i fatti! Sarà perché nel corso della sua storia ha visto il susseguirsi di numerose dominazioni e il popolo si è sempre rassegnato accontentandosi del tozzo di pane convincendosi, giorno dopo giorno, di non avere diritti ma solo concessioni; un popolo che non ha mai esitato a saltare, come in un grande gioco, da un carro all’altro del vincitore di turno. Personalmente mi convinco sempre di più che è veramente difficile, nonostante ci siano tante persone perbene, preparate e oneste, sconfiggere il malefico potere occulto che tanto dolore provoca alla città e che ha permesso a malfattori, corrotti e sfaticati di prendere il sopravvento sulla “Napoli Nobilissima”. Sarà perché da sempre pesa sul suo destino l’anatema lanciato nel 1886 da Salvatore Di Giacomo, il nostro più grande poeta, che scriveva:” La mia fissazione è questa, che Napoli è una città disgraziata, in mano di gente senza ingegno e senza cuore e senza iniziativa. Tutto procede irregolarmente, abbandonato ai peggiori”. A questo poi bisogna aggiungere l’eccessiva sovrappopolazione, il degrado delle periferie e della città stessa, la consequenziale inefficienza dei servizi e l’insanabile cancrena di una volgarità generalizzata. Da città nata per essere “capitale di arte e di bellezza”, è stata ridotta a “terra ‘e munnezza”. Per cui penso che solo col costante impegno e il contributo di tutti i napoletani la città potrà decollare e tornare agli antichi splendori diventando quella metropoli europea che tutti noi, che la amiamo con i fatti e non con vuote parole, sogniamo! A dire il vero c’è qualcosa di nuovo nell’aria che mi fa sperare, questo grazie soprattutto al risveglio di tante coscienze di miei concittadini che si sono opposti con fermezza alla violenza e alle angherie di “camorra” e “cosa nostra”! Solo così, solo alzando la testa e riappropriandosi della dignità che deve essere patrimonio indiscusso di ogni essere umano, Napoli e l’intero Meridione rinasceranno, ogni diritto ci verrà riconosciuto e non ci saranno più né “inchini di Madonne” né “baciamano” a chicchessia!

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