Friday, December 2, 2022

GIANNI E IL PENNELLINO REALIZZATO CON UNA CIOCCA DEI SUOI CAPELLI PER DIPINGERE IL CESTINO DEGLI “ODORI” DI MAMMÀ

Caro direttore DOSSENA,

mio fratello Gianni era nato con l’amore per la pittura. Papà non voleva assolutamente che perdesse tempo a dipingere e finire “sfasulato e puzzarse ‘e famme”, voleva che conquistasse il “posto fisso” ma lui non era d’accordo e vinse, nonostante punizioni e botte, urla di papà e lacrime e suppliche di mammà. Gli spazi di casa erano limitati, una stanza da letto per i genitori e nostra sorella, una stanza grande che di giorno funzionava da pranzo e di sera da letto per noi quattro fratelli maschi. Spesso di pomeriggio papà restava a casa e Gianni per “pittare” doveva chiudersi in bagno, che noi appropriatamente chiamavamo ‘o cesso, e seduto sul water disegnava e dipingeva. Tutti sapevamo, ovviamente tranne papà, e cercavamo quanto più possibile di trattenerci se ci scappava “un bisogno”. Era il 1948, mio padre, ingegnere, era impiegato al Genio Civile e lo stipendio era modesto. Moglie, cinque figli, affitto da pagare e tutte le altre necessità non permettevano spese voluttuarie, figuriamoci poi per l’acquisto di pennelli e pitture. Ma per far desistere mio fratello dalla sua voglia di disegnare, non ci poterono né il diniego a comprargli pennelli e tubetti di pittura né a sequestrarglieli quando glieli regalava nostro nonno. Gianni, nato geniale, ne realizzò uno con una ciocca dei suoi capelli legata ad una asticella di legno e, in quel luogo affatto confacente – che la sua passione per la pittura riusciva a trasformare nel più suggestivo “atelier du peintre” – realizzò il suo primo acquerello immortalando “nu panariello”, (cestino di vimini, tipico contenitore usato dalle massaie napoletane per tenerci gli “odori”: sedano, cipolla, aglio, pomodoro, prezzemolo, basilico). Opera unica nel suo genere, da me custodita gelosamente e donata a mia nipote, figlia di mia sorella, per le sue nozze (foto allegata caso mai qualcuno volesse ammirarla). Pochi giorni fa Gianni è morto, da vincitore… aveva 87 anni. Lasciando la sua casa, attraversando lo studio, uno stanzone enorme tappezzato di quadri e con un tavolo lungo lungo strapieno di pennelli e tubetti di colori, ho pensato al suo primo “atelier” di Afragola e al primo pennellino realizzato con la ciocca dei suoi capelli… Ciao, Gianni, fratello speciale!

Raffaele Pisani

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Raffaele Pisani
Raffaele Pisanihttp://www.raffaelepisani.it/
Poeta in dialetto napoletano e saggista, Pisani ha pubblicato ben 29 libri.

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