Wednesday, May 18, 2022

FU PER ESPRESSA VOLONTÀ DEL COMPOSITORE MICHELE NOVARO CHE “IL CANTO DEGLI ITALIANI” SI CHIAMASSE “INNO di MAMELI”!

È prassi consolidata nel tempo attribuire la paternità di una canzone all’autore della musica a cui viene anche riconosciuto una percentuale maggiore sui diritti d’autore. Un’eccezione riguarda il nostro Inno nazionale da tutti chiamato “Inno di Mameli” che è l’autore dei versi. Come mai? Fu proprio il compositore Michele Novaro, autore della musica, che volle si registrasse appunto come “Inno di Mameli” per onorare il suo giovane amico e poeta, prematuramente scomparso a soli 22 anni. Lo appresi dal compositore e direttore d’orchestra Alfredo Giannini (Napoli 1894/1967) che aveva fatto approfondite ricerche negli archivi di Storia Patria e ne parlò durante una riunione conviviale in casa di E.A. Mario (autore della “Leggenda del Piave” e di tante canzoni di successo mondiale).

Goffredo Mameli aveva dedicato la sua breve vita alla causa italiana: nel marzo del 1848, a capo di 300 volontari partecipa alle “cinque giornate” di Milano; tornato a Genova, collabora con Garibaldi e a novembre raggiunge Roma dove, il 9 febbraio 1849, viene proclamata la Repubblica. Sempre in prima linea nella difesa della città assediata dai Francesi, il 3 giugno è ferito alla gamba sinistra: morirà di setticemia a soli ventidue anni. Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo. Il compositore, Michele Novaro, morto il 21 ottobre 1885, poverissimo e dopo lunga e grave malattia, riposa in un monumento funebre eretto con il contributo di alcuni suoi ex allievi nel cimitero di Staglieno (Genova), vicino alla tomba di Giuseppe Mazzini.

Raffaele Pisani
Raffaele Pisanihttp://www.raffaelepisani.it/
Poeta in dialetto napoletano e saggista, Pisani ha pubblicato ben 29 libri.

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