Thursday, Nov. 15, 2018

Come dare sollievo alla sindrome premestruale con la vitamina B6

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15 October 2018

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Come dare sollievo alla sindrome premestruale con la vitamina B6

 Articolo di Vanessa Pia Turco

La sindrome premestruale è un disturbo caratterizzato dai sintomi fisici ed emotivi più svariati. Stanchezza, cefalea, sbalzi d’umore, dolori muscolari,  gonfiore  localizzato all’addome o alle caviglie, aumento dell’appetito, difficoltà di concentrazione e di memoria. Sembra che la sindrome premestruale sia determinata da fluttuazioni ormonali piuttosto marcate, in particolare da un rapporto sbilanciato tra estrogeni e progesterone. In alcuni casi questo disturbo può risultare davvero frustrante e debilitante per le normali attività quotidiane. Cosa fare? Ecco che viene in soccorso la vitamina B6, chiamata anche piridossina, ottima come diuretico naturale poiché è in grado di prevenire e combattere la ritenzione idrica ed è responsabile della produzione delle cellule e degli anticorpi rendendo così il nostro corpo più forte e vitale. Una vitamina presente in moltissimi alimenti come noci, latte, cereali integrali, banane e  patate che contribuisce alla regolazione dell’equilibrio ormonale, al corretto funzionamento del sistema nervoso e alla trasformazione del triptofano, un aminoacido utilissimo per combattere insonnia e stress.
La donna in età fertile subisce un continuo susseguirsi di variazioni metaboliche davvero significative. Innanzitutto l’eccesso di estrogeni correlata alla fase premestruale può determinare ristagno della bile con compressione dell’attività metabolica. Presente anche un’alterata sintesi di alcuni neurotrasmettitori e dell’attività delle endorfine. L’eccesso di estrogeni durante la fase luteinica infatti riduce sensibilmente la produzione di endorfine, come la dopamina e la serotonina, con conseguenze negative che si ripercuotono sullo stato emotivo e psicologico della donna. Le endorfine, dette anche ormoni del benessere, sono delle sostanze prodotte dal nostro cervello, precisamente dalla parte anteriore dell’Ipofisi. Hanno molteplici funzioni. Influenzano l’umore, moderano l’appetito, liberano gli ormoni sessuali,  aumentano la soglia del dolore e permettono di resistere in misura maggiore alla fatica quindi sono fondamentali nelle prestazioni agonistiche e sportive.
Nella sindrome premestruale si può riscontrare una carenza di magnesio e di vitamina B6 che può determinare insonnia, crampi e dolori articolari e un incremento del livello di aldosterone, un
ormone che viene prodotto dalle ghiandole surrenali, che regola il livello dei sali minerali nell’organismo umano e che può aumentare per deficit di magnesio, per l’eccessiva presenza di sale e di estrogeni o per stress. Inoltre nella fase premestruale si verifica  anche un innalzamento del livello di prolattina che può causare tensione mammaria, cefalea e ritenzione dei liquidi corporei con conseguente stitichezza e aumento di peso. Risulta evidente inoltre che a causare un maggiore disagio nella sindrome premestruale possono concorrere anche disturbi alimentari e problemi psicosomatici riguardanti la mancata accettazione della propria femminilità o relativi a trascorsi traumatici riguardanti il rapporto con il proprio corpo.
Nella sindrome premestruale è necessario seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali con una riduzione drastica di latticini, sale, zucchero e caffè. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato l’effetto negativo dello zucchero nella sindrome premestruale in quanto quest’ultimo aumenta la secrezione di insulina e quindi altera il metabolismo degli estrogeni. La caffeina è sconsigliata soprattutto in presenza di ansia, insonnia e depressione mentre il sale determina un lavoro eccessivo dei reni nel mantenimento del bilancio idrico del nostro corpo. Si consiglia di assumere pietanze a base di soia, un alimento davvero utile per l’azione riequilibrante a livello ormonale. La soia contiene i ”fitoestrogeni” che regolano il livello degli estrogeni nel sangue. Nella menopausa innalzandone il livello, nella sindrome premestruale invece abbassandone il livello. I fitoestrogeni sono contenuti in legumi, pere e ciliegie, carote, aglio e cipolla, semi di lino, soia e nell’olio d’oliva extravergine spremuto a freddo, nella birra e nei germogli. Infine è consigliato idratare il corpo bevendo almeno due litri di acqua minerale naturale al giorno ed è bene svolgere una corretta attività fisica quotidiana per combattere l’aumento di peso e la ritenzione idrica e per aiutare l’organismo a ritrovare energia e vitalità rendendo più elastici e fluidi i movimenti muscolari e articolari.

La vitamina  B6 svolge una funzione predominante nel metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine e nella sintesi della cistina, aminoacido essenziale per le unghie e per i capelli. Contribuisce al corretto funzionamento dell’apparato digerente e al mantenimento dell’equilibrio nella bilancia del sodio e del potassio, nell’attivazione degli anticorpi svolgendo un’importante funzione immunitaria e collabora attivamente nella produzione di ormoni come l’adrenalina e l’insulina. La vitamina B6 è altamente protettiva sui vari tessuti organici in particolare sui tessuti nervosi e risulta essenziale nella coordinazione psicomotoria. Risulta utile nella prevenzione del cancro, nella depressione, nelle dermatiti, nella debolezza muscolare e nell’artrite. Il suo assorbimento è ridotto dal tabacco, dagli alcolici e dal caffè. È favorita la sua disponibilità nell’organismo umano dalla presenza dell’acido linoleico, dalle vitamine B1 e B2 e dal magnesio. È stabile al calore e in presenza di ossigeno mentre viene alterata dalla luce solare. La vitamina B6 è presente nel lievito di birra, nel germe di grano, nella soia e nella carota, nelle nocciole, nel tonno, nel merluzzo, nelle lenticchie, nelle prugne, nel riso, nelle banane, nell’avocado, nelle castagne e nei fagiolini, nella melassa, nelle frattaglie, nei semi di girasole, nelle uova  e nel pane integrale.  

Il fabbisogno giornaliero 
Il fabbisogno giornaliero di vitamina B6 per gli adulti è valutato intorno a 2 mg e può essere raggiunto assumendo una porzione di salmone e patate al forno.  Il limite minimo per le donne è di circa 1,1 mg al giorno. Per i bambini se ne consiglia l’assunzione di circa 50 mg mentre nel caso di sindrome premestruale o di tunnel carpale o di depressione se ne consiglia l’assunzione fino a 100 mg al giorno per periodi che non superano i 30 giorni. È bene assumerla con magnesio, zinco e vitamina C che la rendono maggiormente assimilabile.

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