Thursday, Dec. 12, 2019

A Firenze L’Italiana in Algeri di Rossini: opera buffa ma senza voci

Written By:

|

17 March 2016

|

Posted In:

A Firenze L’Italiana in Algeri di Rossini: opera buffa ma senza voci

Di Salvatore Margarone e Federico Scatamburlo

“L’opera è femmina”, si dice, ma in questa serata del 15 marzo 2016, nella quale è andato in scena al Maggio Musicale Fiorentino il capolavoro rossiniano “L’Italiana in Algeri”, la femmina non ha dimostrato le grandi qualità che ci si poteva aspettare.
Purtroppo, la voce della protagonista Isabella, il mezzosoprano di origini palermitane Marianna Pizzolato, non arriva in sala in più di un’occasione, mentre ben definite sono giunte le sue incertezze nell’intonazione e nelle grandi agilità di cui l’opera è densa.

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Poco credibile anche la sua interpretazione, piatta, poco ammaliante, poco brillante; proprio in quest’opera dove “la femmina” è padrona della scena, non si è dimostrata “l’Italiana” tanto decantata.
Né lusinghieri si può essere dello schiavo Lindoro, i cui coloratissimi panni sono stati indossati da Boyd Owen, australiano, troppo insicuro nella gestione della voce, che  potrebbe essere anche interessante, ma solo se supportata da un buon appoggio di fiato, totalmente mancante in questo caso in ogni parte dell’opera: già alla fine del primo atto si percepiva una certa stanchezza vocale, tanto che i picchettati risultavano tutti non appoggiati e a tratti anche poco intonati. Forse perchè più impegnato con improbabili e mal riusciti castelli di sabbia, l’esecuzione della cavatina del secondo atto è stata pessima e disapprovata anche dal pubblico in sala. Prevedibili e giustificate quindi le rimostranze da parte di questo alla fine della rappresentazione.

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Bello e scenografico l’insieme del finale del primo atto, ma soprattutto per merito delle altre due donne presenti sulla scena, la schiava confidente Zulma (Lamia Beuque, mezzosoprano francese), e la moglie del Bey di Algeri, Elvira (Damiana Mizzi, pugliese), uniche voci che, in verità, si udivano agevolmente in sala.
Buona invece l’interpretazione dell’emiliano Omar Montanari, nella finzione compagno di Isabella. Questi, molto bravo, dotato di una bella voce, calda e profonda, con giusta interpretazione per il ruolo,  ha cantato sia con morbidezza che con piglio deciso durante l’intera opera, aiutato moltissimo da una dizione perfetta. Bella la presenza scenic.
Per quanto concerne gli altri due protagonisti maschili, Haly (Sergio Vitale) capitano dei corsari algerini, e Mustafà (Pietro Spagnoli), ingenuo Bey d’Algeri, interpretazioni senza lode e senza infamia.

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Joan Guillén ha curato le scenografie moderne e minimaliste ma non troppo: se inizialmente hanno lasciato un po’ perplesse certe scelte (come quella di svolgere il racconto quasi interamente in una spiaggia con tanto di sabbia vera), nel prosieguo tutto sommato queste si sono rilevate vincenti. Divertenti i coloratissimi costumi, anche se si è percepita una certa difficoltà nei movimenti per tutti quelli che indossavano degli enormi copricapi simili a cipolle. Originale la coreografia di Xevi Dorca, e la regia di Joan Font. Il tutto ha dunque conferito alla scena un aspetto buffo e spiritoso com’é l’opera stessa.

Litaliana-in-Algeri-5-©-Simone-Donati-TerraProject-Lidea

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Bravo il coro del Maggio Musicale Fiorentino, preciso, incisivo e intonato, che ha dato il giusto contributo alle scene corali. Degna di lode anche l’Orchestra diretta da Bruno Campanella, che, tralasciando qualche imperfezione dei violini verso il finale, ha eseguito con precisione e ritmo deciso la partitura.
Di sicuro un buono spettacolo anche se non un “gran spettacolo”. Chissà se Stendhal anche stasera avrebbe detto che quest’opera è “la perfezione del genere buffo”…. sicuramente ne ben siamo lontani.

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Litaliana-in-Algeri-8-©-Simone-Donati-TerraProject-Lidea

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Litaliana-in-Algeri-9-©-Simone-Donati-TerraProject-Lidea

Photo©-Simone Donati/ TerraProject

Share This Article

Related News

Lorenzo Bizzarri, l’astro nascente nel panorama della Direzione d’orchestra.
La Messa da Requiem di Giuseppe Verdi a Bologna diretta dal Maestro Lorenzo Bizzarri
Dr. Mary Rorro, the Violin Doc, performs at Marine Birthday commemoration and at 100th Anniversary of the ROTC program at Princeton University

About Author

Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

Leave A Reply

Leave a Reply