Wednesday, Aug. 21, 2019

3° CONCERTO IN OMAGGIO A ENZO DEL RE

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9 September 2013

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3° CONCERTO IN OMAGGIO A ENZO DEL RE

Dall’anarchia con amore: Pienone all’Arena Castello di Mola di Bari per il

CONCERTO IN OMAGGIO A ENZO DEL RE

Tantissimi i forestieri, soprattutto giovani, che hanno gremito la scalinata in ogni ordine di posti per ascoltare il variegato programma musicale (“Maulə”, “u candə du navəgandə”, “I prêtə, scittərà”), dedicato al cantastorie/corpofonista molese*

 

Vinicio Capossela durante la sua esibizione

Vinicio Capossela durante la sua esibizione

Martedì 3 settembre 2013, a Mola di Bari, nell’Arena Castello, si è svolto il terzo concerto per ricordare il corpofonista e cantastorie molese Enzo Del Re. Il concerto, promosso dalla Regione Puglia, in collaborazione con Puglia Sounds, città di Mola e libreria Culture Club Cafè, si è impreziosito quest’anno con la direzione artistica di Vinicio Capossela, e ha mantenuto intatto e anzi rilanciato il suo spirito “carbonaro” a partire dal titolo scelto “Viva DEL RE!”, in un ideale gemellaggio con quel “Viva VERDI!” (cfr. L’Idea, Issue # 4-June 2013) di risorgimentale memoria, che segnò una svolta significativa nella musica e nella coscienza popolare italiana.

Gli Africa Unite Capossela e Timisoara Pinto

Gli Africa Unite Capossela e Timisoara Pinto

La serata, è stata caratterizzata da un forte vento di tramontana che, tuttavia, non ha scoraggiato il numeroso pubblico presente; tantissimi i forestieri accorsi dai paesi limitrofi, per seguire un appuntamento canoro che, col passare del tempo, riesce a richiamare tanta gente. Un pubblico che, nonostante il vento fresco, ha resistito fino a oltre l’una di notte per seguire una manifestazione canora che intende ricordare un personaggio, Enzo Del Re, che molti ci invidiano e che è destinato a diventare, col tempo, una icona di livello internazionale.

Sul palco, allestito nell’Arena Castello, si sono alternati vari gruppi per omaggiare Enzo Del Re, a quattro anni dalla sua scomparsa. Di seguito i gruppi e i motivi presentati: Acqua su Marte, con   “Lavorare con lentezza”, un motivo, sigla di apertura e di chiusura di “Radio Alice” –  una emittente radiofonica libera degli anni Sessanta in quel di

Gragnaniello

Gragnaniello

Bologna – diventato la colonna sonora dell’omonimo film;  Bunna e Gianluca Senatore (Africa Unite), “Comico”; Brunori Sas, I Manifesti” (un motivo a sfondo politico, che ripercorre un passato nefasto della nostra storia – il ventennio della dittatura fascista) e, in duo con Antonio Di Martino, “La 124”; Enzo Gragnaniello, ha interpretato “Si na goccə”, sei una goccia, una delle più belle canzoni composte da Enzo Del Re; Antonio Infantino & i Tarantolati di Tricarico,

Antonio Infantino e il suo gruppo

Antonio Infantino e il suo gruppo

sono riusciti a coinvolgere il pubblico con i loro  ritmi incredibili e arrangiamenti singolari di “Avola”, “Addio Amore” (un inno all’emigrazione) e “Vita, vita vita”; Leontino Custodero, ha proposto tre motivi, “La rivoluzione”,Neoclassico” e una particolare versione “rap” del motivo “Maulə”; Daniele Sepe, ha interpretato “Padrone mio”,Lavorare con lentezza” e “Tenghə na voglia e fa niente” (quest’ultimo motivo cantato a Roma da Del Re in occasione del 1° maggio nel 2009) e Moni Ovadia, intervenuto con un contributo in video proiettato direttamente sui tufi del castello Angioino/Aragonese con una resa scenica spettacolare. Ovadia ha declamato due testi di Enzo Del Re, a sfondo politico-rivoluzionario, come lo sono d’altronde la gran parte dei testi di Enzo. La simpaticissima Timisoara Pinto, fortemente a disagio nel ruolo di presentatrice, ha avuto qualche incertezza nel presentare i vari ospiti.

Daniele SEPE e il suo gruppo

Daniele SEPE e il suo gruppo

La manifestazione è stata conclusa da Vinicio Capossela, come meglio non ci si poteva aspettare. Capossela ha interpretato nell’ordine: “U candə du navəgandə”, il canto del navigante; “I prêtə”, Le pietre; una versione in italiano del motivo “Scittərà”, voce onomatopeica del vernacolo molese per scacciare un gatto, che si può tradurre in “pussa via”; “L’inno all’anarchia”; “Addio mia bella”; “Polpo d’amor”; e per finire in bellezza, una sua canzone “Il ballo di San Vito”.

Per concludere, si fa per dire, non possiamo non sottolineare un aspetto alquanto trascurato da parte dei tanti che si sono occupati a vario titolo di Enzo Del Re. Ci riferiamo alla sua fede anarchica, rinvenibile nei testi delle sue canzoni, che sono riconducibili a quella matrice ideologica.

Il movimento anarchico si prefiggeva di demolire i valori di uno stato centralizzato sempre più potente e invadente – perché eretto sulla base di

Vinicio Capossela e il ballo di San Vito

Vinicio Capossela e il ballo di San Vito

una crescente industrializzazione – che sembrava il modello al quale, a partire dal secolo XIX, tutte le società tendevano ad avvicinarsi. Il valore del denaro, basato sull’economia e sulla finanza, sostenuto da una tecnologia fortemente avanzata e da una politica incapace di proporre nuove alternative, sono tutti elementi che riescono a produrre simpatie per un movimento sempre vivo e vegeto.

Il crescente favore che incontrano le canzoni di Del Re, rappresentano sicuramente una spia che, col tempo, si potrebbe tradurre in una società diversa da quella in cui ci ritroviamo a vivere attualmente.

* Il simbolo “ə” che troviamo nei titoli delle canzoni di Del Re, e che abbiamo stabilito di indicare con la grafia fonetica, è un suono muto molto ricorrente nel dialetto molese, come nelle parole inglesi “fine”, “wine” o va pronunciato come la “a” della parola “ago” (cfr. Webster’s New World Dictionary of the American Language”).

Africa Unite e comico

Africa Unite e comico

Per quanto concerne, invece, il simbolo “ê”, lo abbiamo prerito al posto di “Ď”, difficilmente riproducibile a stampa. Si suggerisce di pronunciare le sillabe delle parole come se non ci fossero le vocali; es.: “prêtə”, pietre; “mêrə”, mare; “frêtə”, fratello; drêtə, dietro; ecc.; e i titoli delle canzoni molesi come segue: Mola, “Maulə”; canto del navigante, “candə du navəgandə”. 

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