Tuesday, Aug. 21, 2018

Franz Schubert: il “Biedermeier” della musica a cavallo tra due secoli.

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11 February 2016

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Franz Schubert: il “Biedermeier” della musica a cavallo tra due secoli.

Articolo di Salvatore Margarone

franz_schubertViennese, ha una breve vita, come tanti compositori romantici: nasce nel 1797 e muore a soli trentun anni, nel 1828. Figlio di un maestro elementare, professione a quel tempo di notevole rilievo, compì i suoi studi musicali nel più prestigioso collegio viennese, sotto la guida di Antonio Salieri. La sua vita, la sua attività di compositore, la sua posizione sociale presentano i contrasti tipici del periodo romantico: dopo aver intrapreso la professione paterna la abbandona per la ricerca di una vita libera e tutta dedita alla musica; solo occasionalmente ottiene degli incarichi che gli garantiscono la sopravvivenza (è maestro di pianoforte delle giovani figlie del conte Esterhazy, e per esse scrive delle splendide pagine pianistiche a quattro mani); molto più spesso vive ospite di amici attori, poeti, artisti per i quali compone delle musiche intime, delicate, a volte leggere, che animano le famose “schubertiadi” (serate dedicate a Schubert) e sposano le caratteristiche stilistiche del Biedermeier. Questa leggerezza, questo apparente disimpegno sono però intimamente connessi con l’amara consapevolezza di non appartenere al mondo, di non poter desiderare la felicità, perché “in questo mondo miserabile che dovremo farcene noi della felicità, quando l’infelicità è l’unica sferza che ci rimane?”, citando le sue stesse parole.

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In relazione al mondo e alla vita, Schubert non può definirsi un vinto come Mozart, che fu deluso nelle sue aspirazioni al successo e alla libera professione, né un vincitore, nonostante tutte le avversità, come Beethoven. La definizione che maggiormente lo inquadra è quella del “viandante”: Schubert vide tutto il male e il dolore della vita, si sentì inadeguato a viverla con quella libertà individuale che desiderò fortemente, concepì un pessimismo esistenziale che non trovò una collocazione come in Leopardi o in Schopenhauer, entrambi suoi contemporanei.

schubert-aveLa sua musica esprime tutto ciò, spesso in modo lieve, caratterizzato da una grande ricchezza e melodiosità di temi racchiusi in piccole forme: serenate, improvvisi, fantasie, composizioni pianistiche brevi e prive di quella grande elaborazione che caratterizza i compositori romantici. A torto, però, per lungo tempo egli è stato considerato un compositore eccelso solo nelle piccole forme musicali, ridotto a primeggiare in una dimensione intima e salottiera: se è vero che la dimensione intima fu privilegiata dalla sua sensibilità, che tese ad esprimere per gli amici e non per tutti gli uomini, è altrettanto vero che la sua solida formazione classica, rivisitata in chiave romantica, gli consentì di dare un importantissimo e originale contributo alla storia della sinfonia.

schubert_recordLa forma sonata non vide più la contrapposizione fra due soli temi, ma iniziò, proprio con Schubert, la compresenza di tre o più temi, il dualismo fra tonica e dominante divenne sempre più spesso un dualismo fra tonica e modale, assumendo i contorni più sfumati dell’oscillazione fra modo maggiore e modo minore e creando un particolare coinvolgimento emotivo, meno forte e più melanconico, nell’ascoltatore. Tutto questo avvenne in una fase compositiva quasi mai allietata dal successo di una pubblica esecuzione: è interessante sapere che, fra le sue sinfonie, la n. 8 in Si min., detta “Incompiuta”, celeberrima, fu eseguita per la prima volta quarant’anni dopo la morte dell’autore, e la n. 9, detta “La Grande”, fu trovata, dopo la sua morte, fra le sue carte da Schumann.

Un discorso a parte meritano gli oltre seicento Lieder per voce e pianoforte, che mettono in musica liriche dei massimi poeti tedeschi, da Schiller e Goethe, Novalis, Heine, ma anche di minori, quali Schobart , autore del celebre Die Forelle (La trota), e Müller, autore del ciclo Die Schöne Müllerin (La bella mugnaia). Il Lied, dopo una storia che ha le sue origini in forma monodica nel Medioevo e divenne poi, nel Quattrocento, una forma polifonica, presenta già nell’epoca classica delle forme sia corali che solistiche con Mozart e Beethoven, ma solo con Schubert acquisisce una vitalità e una fisionomia che lo rende un genere romantico per eccellenza; dopo Schubert comporranno per questo genere soprattutto Schumann, Mendelssohn, Brahms, Wolf, Mahler, Richard Strauss, Schönberg, sia in forma solistica che in forma corale.

serenadeTra le forme utilizzate troviamo quella strofica (la melodia si ripete con parole diverse), quella giustapposta, (diverse sezioni melodiche si susseguono), la forma Durchcomponiert, o ininterrotta, tutta originale; alcuni sono brevissimi, altri complessi, altri lievi pagine liriche (Heidenröslein, La Rosellina della landa), altri ancora hanno grande intensità drammatica (si pensi a Erlkönig, Il re degli ontani, scritto a 17 anni, su versi di Goethe). Da ricordare, fra i cicli: Die Schöne Müllerin (La bella mugnaia), Winterreise (Viaggio d’inverno),  Schwanengesang (Il canto del cigno, denominato così dopo la morte dell’autore).

Infine, l’ascoltatore con un orecchio più accorto può riconoscere, in alcune splendide composizioni cameristiche, melodie che richiamano alcuni celebri Lieder che Schubert ha sapientemente utilizzato come tema melodico per nuove partiture: è il caso del quintetto Die Forelle, per quartetto d’archi e pianoforte, e del Der Tod und das Mädchen (La morte e la fanciulla), che costituisce il tema del secondo movimento dell’omonimo quartetto per archi in Re minore.

Il compositore non si dedicò esclusivamente alla produzione liederistica, ma scrisse anche molta musica da camera: trii, quartetti e quintetti,  sonate per pianoforte, sonate per violino e pianoforte; e ancora messe, magnificat ed opere liriche (tra le quali si ricordano: Gli amici di Salamanca, Claudine von Villa Bella, I gemelli, Alfonso ed Estrella, I Congiurati, Fierrabras e Rosamunde).

Considerata la sua breve vita terrena, Schubert fu pertanto notevolmente prolifico, e tutt’oggi è considerato autore di riferimento nel passaggio tra due secoli importanti della storia della musica, il Classicismo e il Romanticismo, fecondissime epoche che hanno prodotto diamanti ancora lucenti e sfavillanti nel panorama musicale odierno, nel quale Schubert continua a brillare di luce propria.

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Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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